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Segnalazioni letture

In un rapporto OCSE si parla di CAPIRe

14/02/2010, marco → Segnalazioni letture | Commenti (0)

Il Regulatory Reform Programme dell'OCSE ha lo scopo di aiutare i Governi a migliorare la qualità della loro regolamentazione. Nell'ambito di questo programma sono pubblicati rapporti di sintesi sulle situazioni dei diversi Paesi.

Il rapporto sul caso italiano “Better Regulation to Strengthen Market - Dynamics Reviews of Regulatory Reform: Italy”, pubblicato alla fine del 2009, cita l'esperienza di progetto CAPIRe tra le innovazioni in tema di Legislative review and ex post evaluation.

Di seguito alcuni dei passaggi ripresi dal documento:
“One of the most effective recent developments is the CAPIRe project, established by the Conference of the Presidents of the Legislative Assemblies of the Regions and the Autonomous Provinces in 2002.
CAPIRe seeks to disseminate the policy evaluation culture, building on the capacities of regional administration in carrying out evaluations and promoting the use of evaluation clauses in legislative texts. Reports on regional experiences posted on the CAPIRe website allows for information and best practice sharing. Of particular interest are the so-called “evaluation missions”, which are launched on the initiative of a committee or by a quorum of regional counsellors to monitor and control legislation.”

Perchè le valutazioni che mostrano assenza di effetti sono comunque una buona cosa

17/07/2009, marco → Segnalazioni letture | Commenti (0)

Darsi la possibilità di sbagliare: questo è il presupposto che guida (o dovrebbe guidare) la valutazione degli effetti. Scoprire che una politica non ha prodotto alcun effetto non è necessariamente una catastrofe. A patto però che si sappia capitalizzare l'esperienza maturata per cambiare le politiche che si sono rivelate inefficaci e per sperimentare soluzioni innovative. A volte il solo modo di fare la cosa giusta e farne (prima) molte sbagliate. Nel blog della Gargani Company è stato pubblicato un messaggio che approfondisce questo punto.

Comunicare la valutazione...

20/03/2008, marco → Segnalazioni letture | Commenti (0)

Nella sezione scaffale è pubblicata la relazione introduttiva di Andrea Margheri al workshop nazionale di CAPIRe che si è svolto il 14 marzo e dedicato al tema "Come i Consigli comunicano la valutazione?". Durante il workshop sono state presentate e discusse alcune esperienze di presentazione dei risultati di valutazioni di politiche, condotte su impulso di assemblee legislative. Il blog è aperto per chi intendesse commentare i contenuti della relazione, o per chi, avendo partecipato al workshop, avesse voglia di commentare le esperienze presentate...

Pubblicazioni

12/03/2008, marco → Segnalazioni letture | Commenti (0)

Si segnalano due nuove collocazioni sullo scaffale: a) gli atti del primo convegno nazionale di CAPIRe che si è tenuto a Matera nel giugno scorso e b) un numero monografico di Informaires completamente dedicato alla valutazione delle attività pubbliche.

Esperienze interessanti

29/11/2007, marco → Segnalazioni letture | Commenti (0)

Nello scaffale di CAPIRe è disponibile il volume che raccoglie i risultati di una recente esperienza di valutazione realizzata in Sardegna. Le riflessioni degli autori rispetto a questa esperienza sono state recentemente pubblicate sul sito www.insardegna.eu in un articolo dal titolo "La valutazione della tassa sulla nautica: oltre la guerra sulle stime". Lo staff di CAPIRe ne consiglia caldamente la lettura a tutti i naviganti.
Saluti.

PS: a questa valutazione anche la stampa regionale ha dato un certo risalto (anche se non sempre ha colto nel segno nel riportare i risultati dell'analisi). Chi è interessato può andare a leggersi quanto riportato nella nostra rassegna stampa.

Spunti dallo scaffale

17/08/2007, marco → Segnalazioni letture | Commenti (0)

Si segnalano due relazioni recentemente inserite nella sezione Scaffale.

L'autore della prima relazione, presentata in un convegno tenutosi a Firenze nel 2004, è Roberto Bin.

Di particolare interesse sono i seguenti passaggi:
"....a nessuna assemblea elettiva conviene essere inefficiente, ingovernabile, incapace di rispondere in tempi ragionevoli alle esigenze prospettate dall'esecutivo. Il problema è cosa assicuri "efficienza" e, prima ancora, rispetto a che cosa le procedure assembleari debbano risultare efficienti. Il primo quesito è semplice: efficienza è anzitutto capacità di programmare i lavori e svolgerli nei termini previsti: se il compito dell'assemblea è produrre leggi, le leggi devono essere prodotte entro un termine ragionevole. Ma il compito di un'assemblea elettiva è "solo" produrre leggi? Nella risposta a questa seconda domanda è probabile che gli orientamenti dell'esecutivo e dell'assemblea divergano. Mentre è chiaro perché l'esecutivo sarebbe favorevole a circoscrivere l'ambito di attività dell'assemblea, meno chiaro è quale sia la direzione in cui converrebbe all'assemblea di cercare di espandere il proprio raggio d'azione. Proviamo a ragionare su questo nodo, che a me pare strategico.
Le assemblee elettive sono l'organo titolare della funzione legislativa perché sono "rappresentative".
Con l'elezione diretta, anche il presidente dell'esecutivo è "rappresentativo", ma lo è ad un grado diverso: il presidente rappresenta la sola maggioranza - anche se, appena eletto, si affretta a dichiarare che sarà "il presidente di tutti i cittadini". La teoria del monopolio legislativo parlamentare è strettamente dipendente dalle teoria della rappresentatività parlamentare, della pubblicità dei lavori, delle garanzie della minoranza. Tutto qua? No. La rappresentatività non è un titolo che si acquisisce tramite elezione, ma un risultato che si ottiene se si ha la capacità di rappresentare effettivamente gli interessi della comunità: non di rappresentarli in astratto (come certifica il "titolo"), ma in concreto, in relazione alle decisioni da assumere. Tutta la nostra filosofia politica, dalla lontana affermazione del principio della democrazia indiretta, alla moderna proclamazione del principio di sussidiarietà, è intessuta da questa convinzione, che non ci sono decisioni "giuste" che non siano prese considerando gli interessi della collettività a cui sono riferite.
Come fanno le assemblee elettive a conoscere e valutare gli interessi della "loro" collettività? Bastano le conoscenze e le virtù personali degli eletti? Naturalmente no......
" ".....Dentro le istituzioni, l'incapacità della politica è in buona parte imputabile alla scarsa attrezzatura di cui dispongono le assemblee elettive. Parlo genericamente di attrezzatura, ma in essa rientrano fattori di natura diversa.
Anzitutto non è concepibile che le assemblee elettive operino per progetti di legge e non per politiche pubbliche. Quale segmento di qualsiasi politica pubblica riescono a percepire le assemblee legislative? Lo schema tradizionale è che l'assemblea inizia ad occuparsi di un tema quando riceve il disegno di legge dell'esecutivo e inizia a svolgere il suo compito nel procedimento legislativo, prima in Commissione e poi in Aula, attraverso le tradizionali tre letture. Ma poi, licenziata la legge, chiude la specola e perde di vista le modalità con cui viene attuata la politica pubblica, nulla sa - sa in modo organizzato e non attraverso contatti sporadici e parziali - dei risultati che essa ha prodotto, di quanto è accaduto nel mondo reale a seguito della sua legge, se non ciò che cortesemente il ministro o l'assessore ha piacere di comunicare di tanto in tanto; un bel giorno si troverà però nuovamente ad occuparsene, in occasione del rifinanziamento della legge o perché l'esecutivo si riaffaccia per proporre degli emendamenti. È questo un ruolo attivo dell'assemblea, un ruolo che le consenta di svolgere la sua funzione di "organo di rappresentanza"?
No, è il ruolo tradizionale, scolpito dai regolamenti assembleari che hanno tutti origini ottocentesche. L'impianto è rimasto quello. Naturalmente non è sempre così e vi sono talvolta delle commissioni permanenti che riescono ad
estendere la propria visuale sulla realtà. E poi molte idee circolano, e talvolta si concretizzano anche in regole procedurali: come inserire meccanismi di verifica dei risultati nelle leggi più importanti (le c.d. clausole valutative), come svolgere le udienze conoscitive, come potenziare gli ausili tecnici alla legislazione."

La seconda relazione racconta come, nell'ambito di CAPIRe, si stia cercando di potenziare ruolo e funzioni dell'assemblea elettiva nella direzione indicata da Roberto Bin. Il titolo della relazione, presentata in un convegno tenutosi a Roma nel settembre dell'anno scorso è volutamente provocatorio: "Fare leggi o valutare politiche?"