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Settembre 2014

La Corte dei conti, le assemblee regionali e la valutazione delle politiche pubbliche

08/09/2014, marco → Organismi consiliari per il controllo e la valutazione | Commenti (0)

La Relazione della Corte dei conti (Sezione di controllo della regione autonoma Friuli Venezia Giulia) sul rendiconto generale della Regione Friuli Venezia Giulia per l’esercizio finanziario 2013 contiene un ampio capitolo dedicato al ruolo del Consiglio regionale nel processo di programmazione e controllo (pag. 705 e seguenti).

Nella prima parte del capitolo, dedicata all'efficacia della programmazione e alla qualità della spesa regionale, viene citato in più punti il Manifesto di CAPIRe "Imparare a Spendere Meglio", formalmente approvato dal Comitato d'indirizzo, circa un anno fa, a Trieste.

La seconda parte, dedicata al controllo sull’attuazione delle leggi e alla valutazione delle politiche regionali, esamina più in dettaglio l'esperienza maturata presso il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia in questo particolare ambito. Viene assegnata particolare rilevanza al ruolo dell'organismo paritetico dedicato a promuovere questa funzione, il Comitato per la Legislazione, il Controllo e la Valutazione.

La conclusione di questo capitolo rappresenta quasi un programma di lavoro per le amministrazioni regionali che intendono impegnarsi realmente nel valutare i risultati delle politiche adottate.

"La qualità dei processi decisionali non può prescindere dalla sensibilizzazione e dal coinvolgimento dell’intera struttura regionale, secondo una modalità organizzativa funzionale a dare impulso e a garantire l’uso, auspicabilmente sistematico, degli strumenti a servizio della valutazione delle politiche, anche attraverso la previsione e l’implementazione di strutture tecniche specializzate e opportunamente valorizzate.

In questo contesto risulta fondamentale il ruolo del Consiglio regionale, sia nella definizione dei criteri di organizzazione dell’Amministrazione regionale (nell’ambito della propria potestà legislativa), sia nell’individuazione delle modalità di raccordo tra i propri uffici e quelli della Giunta regionale (nell’ambito della propria potestà di auto-organizzazione).

A queste considerazioni si aggiunge l’importanza dell’integrazione del processo valutativo all’interno del ciclo delle politiche: a rigore la valutazione degli effetti di una politica andrebbe impostata contestualmente alla predisposizione del disegno della stessa (avendo cura di esplicitare gli obiettivi con chiarezza e precisione) in modo da consentire a monte la costruzione di un impianto valutativo rigoroso, attraverso l’individuazione di variabili chiave (da implementare ed eventualmente modificare in itinere) idonee a dimostrare l’effettivo valore dell’intervento regionale per il sistema di riferimento.

Non può sottacersi infine che l’utilizzo della valutazione ai fini di policy richiede, oltre che un rilevante cambiamento culturale e istituzionale (peraltro l’Amministrazione regionale pare già indirizzata verso detta prospettiva), un cospicuo investimento in termini di tempo, risorse e professionalità; per contro, il valore aggiunto risiede nel vantaggio strategico che strumenti valutativi quali quelli esaminati in questa sede, se utilizzati in modo adeguato e sistematico, sono in grado di apportare, sia in termini di incremento dell’efficacia delle politiche, sia in termini di miglioramento della capacità programmatoria dei decisori che di quella gestionale dei responsabili dell’attuazione degli interventi." [pag. 740]